May 27, 2008...8:12 pm

Rischiare la vita a San Francisco

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Eravamo in tre: Paolo, il suo amico Leo ed io. Per fare questa foto Paolo ci ha portato in fondo a una lunghissima spiaggia, scavalcando rocce con la preoccupazione di non riuscire a tornare indietro prima dell’alta marea. Al ritorno infatti abbiamo deciso di prendere una ’scorciatoia’ e di risalire la ripida parete per arrivare alla strada. Stava per fare buio e c’era sempre piu’ vento. Ci siamo incamminati: Leo per primo, poi io e poi Paolo. A un certo punto della salita mi sono resa conto che non sarei stata in grado di continuare a salire e che non sarei neanche riuscita a scendere. Paralisi e panico sono stati la terribile conseguenza di questa presa di coscienza. Non muovevo neanche le pupille degli occhi per paura di perdere l’equilibrio. Intanto Leo ara arrivato in cima e Paolo cercava di convincermi di andare avanti. No way, chiamiamo i pompieri! Leonardo non aveva troppa voglia di tornare giu’ (un po’ di paure l’aveva anche lui) ma l’ha dovuto fare e io mi sono appesa al suo lungo braccio. Che fatica, che fatica.

12 Comments

  • oddiooooooo. Io avrei divorziato :)

  • in effetti ero un po’ scossa, soprattutto quando, arrivati a casa, lui ha guardato la foto sul computer e ha detto:”Certo che ne e’ valsa la pena, no?”

    sto continuando a cambiare lo sfondo del blog. questo dovrebbe essere quello buono, devo solo riuscire a inserire una foto in cima alla testata, cosa che sto provando a fare da questa mattina .
    Poi mando il link a qualche amico cosi magari qualcuno ti fa compagnia ! La lingua e’ un problema che tu hai risolto facendo due blog separati, e’ un’idea. Io non so come fare, magari faccio due pagine diverse …Sperimentiamo ..

  • io sono andata su blogspot perche’ mi permette di cambiare lo sfondo, inserire le foto come e dove voglio io.

    kataweb e’ ‘na tristezza, maronna mia!

  • ma su blogspot hai scelto uno degli sfondi predefiniti o hai fatto tutto tu, o una di via di mezzo? questo come ti pare?

  • Scusate ma devo dire che la foto è proprio bella!
    Poi mi viene in mente che una volta in Liguria ho provato anch’io la terribile sensazione del blocco descritto lassù (che non ti fa neanche tornar giù).
    E’ una sensazione terribile e sconvolgente! Mi ricordo che neanche appiattito a terra mi sentivo sicuro e dentro di me dicevo: “ma perchè ma perchè ma perchè non son rimasto in Lumbardìa! Nella mia bela e piatta Milàn!…”

  • su blogspot ci sono diversi template da scegliere e per ognuno puoi piu’ o meno decidere colori, grandezze, puoi aggiungere fotografie. Insomma ampia liberta’.
    pero’ credo che wordpress ti permetta di fare lo stesso.

    a me questo tuo blog piace anche se preferirei un po’ di colore. Ma e’ che io ho problemi con il bianco.

  • si anche a me fa un po’ impressione tutto bianco appena ci arrivo. accipicchia, trovero’ una soluzione

    a dopo

  • @Davide: ricordo perfettamente quando, era in un paesino che comincia con la V … Dove quel disgraziato di Alvise ci ha portato a notte fonda

  • Non mi ricordo il paesello con la V, ma Alvise era il responsabile, quello si che me lo ricordo anch’io!
    E poi il giorno dopo si è fatta la strada al contrario e mi son detto…”oggi è un altro giorno, son più forte…” e invece niente, anzi, molta, molta sgaggia!
    E poi quando siam arrivati in paese una birretta al bar, che sembrava un paradiso!

  • Io voglio solo dire che, mi dispiace davvero che ti sei presa cosi’ tanta paura.
    E poi che mi viene da ridere a pensare a Davide “appiattito” a terra… ;-)

  • La foto è bellissima, ma ragazzi… state boni!!!
    Federico avrebbe detto: ma perché sono venuto che non me ne fregava niente! Ti ricordi? è la frase che ha detto quando è uscito dal carro armato dove si era pizzicato un dito! Ciao.

  • Spiacevole disavventura… capita!


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