June 10, 2008

Che adesivo sei?

Mi chiedo se qualcuno conosce un repubblicano con la Prius. Tutti quelli che guidano quest’automobile sono democratici, possibile? E vanno a fare spesa al mercatino o al massimo da Trader’s Joe con il loro sacchetto riciclato. Fanno yoga e sono californiani.

Ognuno si esprime come vuole.

Intanto le case americane stanno mettendo via i cartelli a sostegno di Hillary e si vedono i primi adesivi pro McCain. Gli adesivi pro Obama sono in giro da parecchio tempo, almeno a LA (sopratutto nei dintorni dei campus), e sono colorati. Nonostante io non voterei per i repubblicani, oggi mi ha fatto piacere vedere una macchina con un adesivo a sostegno di McCain in un quartiere dove la gente tifa Obama. Voglio dire, ci vuole coraggio a vivere a Venice Beach ed esprimere il proprio sostegno al partito repubblicano! Qui mi sembra tutto diviso a settori, con ben poco miscuglio tra un quartiere e l’altro.

Nel nostro quartiere vivono molti armeni. Anche loro si sono adattati allo stile di vita americano e comunicano con l’esterno tramite adesivi e cartelli. Il loro slogan e’ :’Boycott Turkish products’.

Se anche noi italiani volessimo fare altrettanto, che tipo di adesivo dovremmo appiccicare sul bagagliaio della nostra macchina?

‘Boycott Lombard products’?

‘Italian Racism is not the answer”?

‘More justice to set, less Mediaset”?

Se troviamo quello giusto ne stampo un po’. Prius o non Prius.

June 6, 2008

Autostrade Usa e Parlamento italiano a confronto

Dal mese di giugno i californiani al volante non possono piu’ parlare al cellulare mentre sono alla guida. Possono solo:

mangiare,

bere,

vestirsi e svestirsi,

leggere il giornale o un libro,

lavorare al computer,

pettinarsi,

truccarsi,

farsi le ciglia (uomini compresi che qui sono piu’ femmine delle donne),

guardare un film.

Insomma, tutte quelle attivita’ alle quali un italiano si dedicherebbe solo con la dovuta calma, in Parlamento.

June 3, 2008

Perche’ mi piacciono i bambini

Questo e’ Federico, tre anni e mezzo. E’ mio nipote, uno dei due, l’altro si chiama Ludovico ed e’ piu’ piccino. Federico mi ha introdotto nel mondo dei piccoli. Appena nato mi sono divertita a tenerlo in braccio, era un bambolotto con un sacco di funzioni. Era bello fin da piccolo, come quasi tutti i neonati che ho avuto il piacere di cullare fra le mia braccia. Poi e’ cresciuto, ed e’ venuto il bello. In ogni bambino c’e’ un mondo nuovo, e questo che trovo sbalorditivo. Idee e soluzioni del tutto inedite. La cosa piu’ bella e’ stata per me notare i dettagli della sua personalita’, che e’ solo sua. Ha gia’ tutto con se’: gusti, sogni, fantasie che appartengono a lui e solo a lui. In questa foto per esempio il suo sguardo mi fa pensare alla sua idea di amicizia (col pupazzo dietro di lui) e di complicita’. E’ un miracolo, davvero. Federico a Disneyworl di Parigi

May 31, 2008

Via da Vegas

Paolo a Vegas

E’ da un po’ che ho tanta voglia di fare una passeggiata a Roma. Il weekend scorso Paolo ed io ci siamo accontentati di quella finta a Las Vegas. Sempre meglio di niente. E’ la quinta volta che vado a Vegas, ed ogni volta che me la lascio alle spalle mi sento sollevata. Dentro i casino’ fa troppo freddo, e’ buio e ci si perde mentre fuori e’ troppo caldo, il sole accieca c’e’ una sola strada tutta dritta.

May 27, 2008

Davide e Roberta, due amici preziosi

In queste settimane in cui Maroni parla a sproposito, e chissa’ quanta gente lo ascolta, le parole di Davide e Roberta sono preziose. Sono contenta che il 23 maggio il Corriere della Sera abbia pubblicato in prima pagina la lettera di Davide. Eccone il testo:

“Caro direttore, fa paura uscire la sera, con tutti i rom che circolano impuniti. Ho avuto paura ieri notte, quando in pieno centro a Milano ho visto un ragazzo milanese che aggrediva una studentessa australiana scaraventandola a terra per un rifiuto. Come un rifiuto. Con violenza zingara. Ho avuto paura a intervenire, a farlo desistere, a farlo scappare. Ho avuto paura a chiedere aiuto ad altri tre individui di passaggio quando mi hanno risposto con occhi allucinati: «Sono delle troie, se lo meritano». Ho avuto paura quando il taxista che ho chiamato si è rifiutato di caricare la ragazza nonostante dicessi che era in pericolo. Ho avuto paura quando mi sono reso conto che tra le sei persone passate lì in quel momento io solo, milanese, non ero disposto a divorare quella preda. Milanese tra milanesi però. Come gli altri cinque. I milanesi ammazzano il sabato sera. Romanzo di Scerbanenco. I milanesi si impizzano tutte le sere? Thriller quotidiano.” Davide Romagnoni

Insomma, uno puo’ anche essere d’accordo col “diritto degli italiani a non avere paura” di cui ha parlato Silvio Berlusconi affrontando il problema della sicurezza, ma bisognerebbe stabilire cosa fa paura, e a chi.

A me per esempio fa paura questo governo, chi mi tutela?

Roberta invece ha inserito sul suo blog una citazione di Jean-Pierre Vernant sul rifiuto dell’Altro:

“Finché non c’è possibilità di aggiustare [ l’identico a sé con lo straniero, il diverso, l’altro], una cosa terrifficante si produce: coloro che incarnavano l’attaccamento incondizionato a l’immutabile, che proclamavano la necessaria permanenza dei loro valori tradizionali di fronte a ciò che è diverso da loro, che li mette in discussione, che gli obbliga a portare uno sguardo diverso su se stessi, sono questi, gli identitari, i cittadini convinti della loro superiorità, che scivolano nell’alterità assoluta, nell’orrore e nel mostruoso.”
Jean-Pierre Vernant, Dyonisos à Thèbes in L’univers, les dieux, les hommes. Récits grecs des origines , Seuil, Lonrai 1999, pp.171-191, cit.p.190, trad. di Roberta]

A Robi io ho mandato invece una citazione di Primo Levi, che in ‘Se questo e’ un uomo’ scrive:

“A molti, individui o popoli, puo’ accadere di ritenere, piu’ o meno consapevolmanete, che “ogni straniero e’ nemico”. Per lo piu’ questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager”.

May 27, 2008

Rischiare la vita a San Francisco

Eravamo in tre: Paolo, il suo amico Leo ed io. Per fare questa foto Paolo ci ha portato in fondo a una lunghissima spiaggia, scavalcando rocce con la preoccupazione di non riuscire a tornare indietro prima dell’alta marea. Al ritorno infatti abbiamo deciso di prendere una ’scorciatoia’ e di risalire la ripida parete per arrivare alla strada. Stava per fare buio e c’era sempre piu’ vento. Ci siamo incamminati: Leo per primo, poi io e poi Paolo. A un certo punto della salita mi sono resa conto che non sarei stata in grado di continuare a salire e che non sarei neanche riuscita a scendere. Paralisi e panico sono stati la terribile conseguenza di questa presa di coscienza. Non muovevo neanche le pupille degli occhi per paura di perdere l’equilibrio. Intanto Leo ara arrivato in cima e Paolo cercava di convincermi di andare avanti. No way, chiamiamo i pompieri! Leonardo non aveva troppa voglia di tornare giu’ (un po’ di paure l’aveva anche lui) ma l’ha dovuto fare e io mi sono appesa al suo lungo braccio. Che fatica, che fatica.

May 27, 2008

La luce del passato

H. Arendt: “Da quando il passato non proietta piu’ la sua luce sul futuro la mente dell’uomo e’ costretta a vagare nelle tenebre”.

May 13, 2008

Poesia di Biagio Marin

Dura un atimo il di’

ma xe eterno l’incanto

May 2, 2008

Sisisi Nonono dei Vallanzaska

Il video dei Vallanzaska sempre piu’ attuale!

April 23, 2008

Ivan Wolfe e Frey Faust in “Between: part 4″